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La schiavitù in Europa: una storia da indagareQuando si parla di schiavitù l’immagine più diffusa è quella dell’uomo nero proveniente dell’Africa vessato dalle fatiche delle piantagioni americane. La tratta negriera ha negli ultimi anni attirato studiosi di tutto il mondo che hanno cercato e stanno ancora studiando per tracciare una storia completa dell’argomento.

Un’altra immagine, anch’essa molto diffusa, è quella della schiavitù del mondo antico su cui anche qui la ricerca storica ha fatto emergere pratiche di schiavismo e di emancipazione. La storia della letteratura latina inizia nel 240 a.C. con la rappresentazione teatrale di Lucio Livio Andronico, schiavo di origine greca liberato da Livio Salinatore.

Invece rimane ancora avvolto nella nebbia il panorama della schiavitù in Europa nell’era moderna. Qualche attenzione in più è stata riservata al Mediterraneo, crocevia da sempre di popoli e religioni. Ma riguardo all’Europa continentale, agli schiavi neri in Europa non si è ancora indagato a fondo.

Salvatore Bono, professore emerito dell’Università di Perugia, con il suo libro Schiavi, vuole indagare proprio questo fenomeno. Come dice l’autore stesso, l’impulso decisivo a indagare la schiavitù mediterranea si deve al grande storico Fernand Braudel che grazie al suo volume “Civiltà e imperi nel mondo mediterraneo all’epoca di Filippo II” ha delineato la storia del Mare Nostrum facendo uso di uno  sguardo più ampio.

Attingendo a una ricchissima documentazione, questo libro narra la storia della schiavitù europea, dagli scontri e dalle catture per mare e per terra alla presenza di schiavi e schiave nella vita domestica e in quella pubblica, in Europa come sull’altra sponda del Mediterraneo. Il libro di Bono è un libro che osserva da vicino la vita degli schiavi e che ci ricorda che la schiavitù fa parte anche della nostra storia e non solo in quella degli altri.

Guarderemo le sofferenze, le speranze e, in pochi casi, le fortune di uomini e di donne esposti e venduti nei mercati di schiavi di Aleppo e Cagliari, detenuti nelle fortezze d’Ungheria o nei bagni di Tripoli, impegnati a divertire annoiati padroni a intrattenere bambini viavai nelle corti di Dresda o di Ferrara, ad assolvere umili compiti domestici, a scavare nelle miniere andaluse o marocchine…a remare galere nel Tirrene o sul Danubio, a subire violenze in un letto del Cario o di Napoli sino ad arrivare , eccezionale destino per qualcuno , a presiedere il Divano di Tunisi o a a salire in cattedra all’Università di Jena.

Salvatore Bono, Schiavi. Una storia mediterranea (XVI-XIX secolo)
il Mulino, 2016
pp. 481, euro 28